GUERRE CONTRO I BARBARI
LA SPEDIZIONE CONTRO I VANDALI
Nel
533 Giustiniano iniziò la riconquista dell'Occidente con una spedizione contro
i Vandali che occupavano la Sardegna, la Corsica, le Baleari e l'Africa
settentrionale. Al momento dell'attacco l'impero dei vandali era colpito da
molti problemi, interni ed esterni. I rapporti con la popolazione locale erano
tesi, sia per le persecuzioni ai cattolici, sia perché avevano imposto una
separazione tra i gruppi etnici. L'economia era andata in decadenza e la
potente flotta era venuta meno, mentre si verificavano frequenti incursioni dei
nomadi del deserto africano. Per questi motivi Belisario, generale bizantino,
riuscì, tra il 533 e il 534, ad
impadronirsi del regno dei Vandali.
LA GUERRA CONTRO I GOTI
Nel
526 la figlia di Teodorico, re dei Goti, Amalasunta, alla morte del padre,
prese la guida del regno dei goti e subito cercò di riappacificare i Romani con
i Goti. La sua politica però venne contrastata dai nobili, guidati dal cugino e
marito Teodato che nel 535 uccise la moglie. Giustiniano sfruttò questo
pretesto per attaccare i Goti e conquistare l'Italia. Nel 536 Belisario con
10000 uomini giunse in Sicilia e risalì
la penisola conquistando Roma. I Goti, ucciso Teodato, elessero re Vitige, che
dopo aver perso Ravenna venne catturato. La guerra però non era ancora finita,
i Goti nominarono re Totila , abile condottiero, che mise a dura prova i
Bizantini. Poi Giustiniano affidò le truppe a Narsete e sconfisse nel 552 i
Goti a Gualdo Tadino dove morì Totila. Infine i Goti furono definitivamente sconfitti a Monte Lattaio, in Campania, dove morì
l'ultimo re Teia. Nel 554 con la Prammatica Sanzione l'Italia divenne una
provincia dell'impero romano d'Oriente. Questo decreto mise la Penisola sotto
il controllo di un rappresentante dell'imperatore, chiamato Esarca, che
risiedeva a Ravenna.