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Tesina di maturità di:
Che cos'è eBay
eBay è una società che vende servizi per la pubblicazione online di offerte commerciali. La vera potenza di eBay è di dare la possibilità a tutti, giovani e no, esperti o meno, di vendere ed acquistare qualsiasi oggetto (purché consentito dai regolamenti) dando opportunità molto ampie di incontro tra domanda ed offerta, con i quasi 150 milioni di utenti iscritti che ogni giorno animano la 'community' con le loro transazioni. La missione dell'azienda è infatti quella
«di fornire una piattaforma per gli scambi commerciali in cui tutti possano acquistare o vendere Le compravendite, effettuabili solo tra venditori e compratori registratisi al sito, avvengono attraverso delle aste on line ma anche attraverso la vendita di oggetti a prezzo fisso (sistema 'compralo subito') al termine o allo scadere delle quali venditori e compratori si incontrano virtualmente, fino a raggiungere un accordo finale sul metodo di pagamento. Come dichiarato da eBay queste transazioni si fondano sulla fiducia tra le parti ed è proprio in quest'ottica che è stato creato il sistema dei 'feedback' che consente di creare una vera e propria reputazione dei diversi utenti. Al termine di ogni transazione, infatti, l'acquirente e il venditore si scambiano reciprocamente un giudizio sulla compravendita. I commenti di feedback, costituiti da valutazioni, positive, negative o neutre e da una breve nota di commento, definiscono il profilo individuale di ciascun utente che rimane visibile e consultabile.
Quasi una favola dal sapore di leggenda metropolitana quella che ha accompagnato i primi passi di 'eBay.com'. Come tutte le storie di net economy, tutto ha inizio in un garage, dove il ventottenne Pierre Omidyar, franco-americano d'origine iraniana, elaboro' l'idea che nell'arco di un'estate divenne eBay, 'baia virtuale', ma anche con un gioco di parole, luogo dove 'to buy', comprare. Cercava nuovi modi per ampliare la collezione di raccoglitori di caramelle della sua fidanzata Pam e penso' di sfruttare il potenziale di scambio della rete: quell'intuizione ha fatto di lui uno degli uomini piu' ricchi del mondo e di sua moglie, che possiede ormai migliaia di pezzi, la piu' fortunata dei collezionisti.
Se alla sua nascita eBay era un sito per il commercio di oggetti da collezione, in 10 anni e' diventato un immenso mercato globale dove si compra e si vende di tutto, dall'elettronica ai pizzi fatti a mano, dalla propria fronte per ospitare un marchio pubblicitario all'automobile che fu di Papa Ratzinger. Nel suo blog privato, il fondatore ha ribadito spesso di sentirsi come chi 'ha contribuito a fare del mondo un posto migliore': sicuramente Omidyar ha rivoluzionato il sistema commerciale globale, creando una piattaforma dove ogni giorno 50 milioni di articoli sono offerti a 147 milioni di utenti.
Il colosso eBay e' approdato in Italia il 15 Gennaio del 2001. Preso il dominio 'eBay.it', la versione italiana della multinazionale americana ha fatto registrare in pochi giorni 300mila utenti iscritti, per oggetti venduti pari al valore di circa 17 milioni di dollari. Una buona base di partenza, che non fa altro che presagire il successo tutto tricolore del 'mercatino on-line': con una crescita media annua del 160% (nel primo trimestre del 2005 la percentuale ha sfiorato il 200%), nel 2004 gli utenti di eBay.it erano 1 milione e 300mila, con compravendite che avevano toccato il giro d'affari di ben 234 milioni di dollari. Cifre impressionanti, contando che lo spirito di eBay e' rimasto praticamente inalterato negli anni: il sistema della community resta invariato anche a livello globale, e il contatto diretto tra acquirente e venditore e' quello dei tempi del primo portale.
L'insieme di iniziative a supporto delle attività commerciali
di un'azienda che venga svolta nella rete di Internet comprendendo tra esse
l'e-commerce propriamente detto nonché l'e-business ed altro ancora.
Il denominatore comune di tali attività è la prerogativa di sfruttare la rete
di internet come piattaforma di utilizzo.
L'offerta di una soluzione di commercio elettronico si può rivolgere al cliente
finale, all'agente, alle filiale internazionale o al fornitore, comportando per
questo una notevole differenza nell'impianto che si vuole strutturare.
Non è quindi necessario arrivare a vendere un bene via internet ma, per il miglioramento
dell'attività commerciale attraverso la Rete, possiamo individuare 4 modi che
fondamentalmente caratterizzano e attraverso i quali si può giungere a
delineare una soluzione concreta di commercio elettronico:
Miglioramento dell'efficacia comunicativa dell'azienda verso l'esterno, sia per una maggiore reattività di risposta, che ai fini di uno sviluppo del marketing.
Incremento della qualità del servizio al cliente, ottimizzando la cura
e
l'assistenza pre e post vendita.
Radicale definizione dei problemi aziendali, usando la rete come supporto integrativo (o anche unico) ai flussi di lavoro aumentando i vantaggi (efficienza, riduzione dei costi, etc).
L'uso della rete come reale canale di vendita nel quale si possa sia individuare (conoscere e valutare) il prodotto di interesse sia finalmente effettuare la transazione economica.
Sebbene sia quest'ultimo punto a rappresentare la motivazione più forte a spingere verso il commercio elettronico, non è difficile comprendere quali vantaggi riescono ad apportare le precedenti 3 modalità.
Il Commercio Elettronico tra Aziende,
cosiddetto Business to Business (BtoB).
Intendendo con questa accezione l'attività in rete a supporto delle transazioni
commerciali tra Aziende .
Caratteristica fondamentale è quindi l'uso, da parte di alcune, del lavoro di
altre aziende per trasformare i loro prodotti, beni o servizi.
In tale caso non viene quindi coinvolto l'utente finale, ovvero il
destinatariodel prodotto finale.
Tali attività sono riconducibili alle seguenti caratteristiche:
T i rapporti commerciali interessano un numero limitato di soggetti
T comune classificazione dei prodotti
T gli importi sono molto elevati e quasi sempre gestiti off-line
T stretta integrazione tra la gestione produttiva e quella amministrativa
Il Commercio Elettronico per i
consumatori finali Business to consumer (BtoC)
Sicuramente la più conosciuta, è rivolta direttamente all'utente finale e
riguarda le forniture sia di beni che di servizi.Gli aspetti che caratterizzano
questa forma, sono:
T i prodotti sono offerti a tutti i clienti della Rete
T la classificazione dei prodotti e operata dal sito ai clienti
T gli importi delle transazioni sono generalmente contenuti (mediamente intorno ai 100 euro)
T necessità di integrazione tra gestione ordini e spedizioni
T i pagamenti effettuati sono sempre più on-line
Il Commercio Elettronico tra consumatori (CtoC)
E' senz'altro tra le formule più recenti, si è sviluppata
grazie alla forte richiesta delle Aste On-Line.
Infatti gli utenti possono scambiare tra loro prodotti secondo il
modellodell'asta.
Le caratteristiche principali di questa forma sono:
T Il sito d'asta eroga e amministra l'ambiente in cui gli utenti interagiscono.
T Gli utenti si registrano nell'ambiente fornendo informazioni necessarie a garantire l'identità dei soggetti coinvolti nella trattativa.
T Gli importi sono generalmente contenuti.
T L'esecuzione delle transazioni commerciali è lasciata alle parti che l'ambiente ha fatto incontrare.
Per realizzare un'attività di commercio elettronico di successo sono necessari alcuni fattori chiave. Tra i principali ricordiamo:
Alcune tipologie di prodotti o servizi appaiono maggiormente adattabili alle vendite online, mentre altri sono più indicati per il commercio tradizionale. Le imprese di commercio elettronico che hanno realizzato le migliori permormance restando tuttavia un'entità totalmente virtuale (senza aprire fisicamente degli esercizi commerciali) vendono solitamente prodotti informatici come i supporti di archiviazione, il recupero dei dati e il loro trattamento, la vendita di brani musicali, i film, i corsi e i materiali didattici, i sistemi di comunicazione, il software, la fotografia e le attività di intermediazione finanziaria. . I negozianti on-line sono in grado di riscuotere un certo successo anche nel caso in cui vendano anche dei prodotti e servizi concreti, non digitali come software o immagini on-line. I prodotti non digitali che si prestano a essere venduti on-line possono essere quelli che creano imbarazzo nell'acquirente (es. biancheria intima), e/o quei prodotti che hanno caratteristiche “standard” e che non necessitano di essere provati o valutati “dal vivo” (es. i libri).
Anche i pezzi di ricambio, sia per gli utenti finali (es. lavastoviglie, lavatrici) sia per le necessità di un'attività industriale (es. pompe centrifughe), possono essere considerati dei buoni esempi di prodotti vendibili via Internet. Dato che i negozianti non accumulano pezzi di ricambio presso i punti-vendita al dettaglio, spesso devono successivamente ordinarli; in quest'ultimo caso la competizione non è tra il Commercio Elettronico e il Commercio tradizionale ma con il sistema di ordine al fornitore e/o al grossista. Un fattore di successo in questa nicchia appare la possibilità di offrire al cliente un'informazione precisa e affidabile in merito al prodotto di cui si necessita, per esempio elencando i pezzi di ricambio disponibili insieme al loro codice identificativo.
Non appare pertanto sorprendente rilevare che, per le caratteristiche di virtualità (o, se tangibili, ad alto valore aggiunto) e di possibile imbarazzo, gli acquisti di materiale pornografico e attività sessuali a esso correlate siano il settore con il più alto margine di guadagno del Commercio Elettronico.
Viceversa, i prodotti che non sono idonei all'attività del Commercio Elettronico sono quelli con un basso rapporto valore/peso, gli articoli che hanno una componente rilevante riguardo al loro odore, gusto o tattile, i beni che necessitano di essere provati (es. camicie) e anche qualora sia rilevante vederli per cogliere tutte le sfumature di colore.
PaypalPayPal consente di ricevere ed effettuare pagamenti online senza condividere i propri dati finanziari. La registrazione è gratis. |
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Vantaggi |
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Svantaggi |
Con PayPal puoi pagare i tuoi acquisti in modo gratuito usando la tua carta di credito (Visa, Visa Electron e MasterCard) o una carta prepagata (Postepay, Kalibra ed altre ancora) senza però condividerne i dati con il venditore. Puoi anche ricevere pagamenti a tariffe competitive, da ogni parte del mondo e in valute diverse, ampliando così la tua rete di acquirenti. Inoltre, la Protezione acquirenti PayPal può offrire un rimborso fino a EUR 500,00 nei casi di oggetto non ricevuto o non conforme alla descrizione. Per pagare con PayPal non è indispensabile avere un conto PayPal. |
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Per motivi di sicurezza, l'invio di pagamenti tramite PayPal e il trasferimento di fondi dal proprio conto PayPal al proprio conto corrente sono inizialmente limitati a EUR 750,00. Tali limiti possono essere rimossi attraverso la procedura di verifica del conto PayPal. |
Bonifico bancario o postale onlineVia Internet, con una semplice connessione è possibile inviare e ricevere pagamenti in modo veloce, sicuro ed economico |
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Vantaggi |
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Svantaggi |
Semplicità d'uso, sicurezza (resta la prova della transazione), velocità e costi contenuti (molte banche non applicano nessuna commissione sui bonifici online). È probabilmente il miglior strumento per inviare e ricevere pagamenti. |
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Apertura di un conto corrente bancario o postale che fornisca il servizio anche su Internet. |
Su eBay puoi comprare e vendere una grande varietà di oggetti sia in Italia che all'estero. Per evitare difficoltà ai nuovi utenti, questa lista, disposta in ordine di preferenza degli utenti, elenca i principali metodi di pagamento tra compratori e venditori, evidenziandone pro e contro.
Assegno bancarioAssegno di conto corrente bancario compilato ed inviato per posta; può essere incassato presso la banca del venditore |
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Vantaggi |
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Svantaggi |
Abbastanza sicuro, costi contenuti e rimane la prova dell'avvenuto pagamento. |
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Richiede tempi più lunghi, dovuti sia all'invio per posta sia ai tempi d'incasso da parte della banca. Per ragioni di sicurezza l'invio per posta dovrebbe essere effettuato sempre a mezzo raccomandata. |
Bonifico bancario o c/c postaleIn banca o in posta |
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Vantaggi |
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Svantaggi |
Sicurezza e costi contenuti. |
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Occorre recarsi in banca o in posta; lentezza per i conti correnti postali, costi variabili per i bonifici bancari. |
ContrassegnoParticolare tipo di invio che permette di pagare direttamente al postino/corriere alla consegna del pacco |
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Vantaggi |
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Svantaggi |
Pagamento alla consegna (ma non è possibile ispezionare il plico prima di pagare). |
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Costi elevati, estrema lentezza del rimborso, rischio di non ritiro del pacco. |
Vaglia postaleAcquistabile ed incassabile direttamente alle Poste che ne curano l'invio
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Vantaggi |
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Svantaggi |
Pagamento garantito dalle Poste e consegna abbastanza veloce. |
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Occorre recarsi in Posta per acquistarlo e incassarlo, ha costi più alti se rapportato con i metodi precedenti. |
Servizio di Deposito a garanziaIl servizio di Deposito a garanzia permette all'acquirente di pagare con carta di credito, bonifico bancario, assegno. Il pagamento viene trattenuto dalla società che svolge il servizio ed inviato al venditore solo dopo l'avvenuta ricezione dell'oggetto da parte del compratore |
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Vantaggi |
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Svantaggi |
Possibilità di visionare l'oggetto prima di autorizzare il pagamento che risulta quindi garantito. |
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Non si tratta di un servizio di incasso ma di un deposito a garanzia. Consigliato soprattutto per oggetti di grande valore. |
ContantiTramite la Ricerca per Regione; se è stato previsto il ritiro dell'oggetto 'in zona' potresti incontrare la controparte per la consegna dell'oggetto e il saldo del pagamento
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Vantaggi |
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Svantaggi |
Contatto diretto tra le parti, nessuna spesa di incasso. |
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Occorre che la transazione avvenga tra utenti che riescono ad incontrarsi di persona. |
Fate in modo di sapere chi è il venditore e in che modo si possa raggiungerlo per esempio tramite e-mail, o comunque prendete nota dell'indirizzo o del telefono, per poterlo contattare se c'è un problema con il prodotto o con il servizio che state comprando.
Controllate bene quello che state comprando, guardando le fotografie, l'elenco dei contenuti, le misure o qualunque altra informazione fornita dal venditore. Controllate se avete capito bene come funziona il prodotto o il servizio. Se non siete sicuri chiedete ulteriori informazioni. Prima di effettuare l'acquisto confermate di avere ben capito le caratteristiche del prodotto che comprate. Leggete le condizioni di vendita della ditta.
Il prezzo dovrebbe essere indicato chiaramente, ma controllate se esistono altri costi legati al cambio, alle tasse, all'assicurazione, all'imballaggio o alla spedizione. Controllate l'entità delle spese di spedizione in caso di restituzione e se saranno a vostro carico.
Controllate sempre le possibilità di pagamento che avete. Anche nell'ambito della zona euro effettuare un pagamento bancario transfrontaliero puo' rivelarsi costoso. Le carte di credito sono un mezzo di pagamento meno costoso, ma attenzione a chi date i dati relativi alla vostra carta di credito su internet. Controllate sempre di essere su un sito sicuro quando date i dettagli della vostra carta on-line (controllate se c'è il simbolo lucchetto nel vostro browser). Confermate sempre l'ordine prima di pagare.
Ricordate che le merci inviate da un altro Stato membro possono aver bisogno di un termine di consegna più lungo. Controllate con il venditore quanto tempo ci vorrà per la consegna e stabilite una data precisa. Ricordate che se comprate qualcosa 'a distanza' ad esempio per telefono o tramite internet, o tramite posta, avete sette giorni lavorativi di tempo dopo la consegna per cambiare eventualmente idea. Si tratta di un diritto previsto dalle norme comunitarie. Quando il venditore è stato informato da voi per iscritto o tramite e-mail che desiderate annullare l'ordine, avete diritto ad un rimborso. Non dovete dare un motivo preciso. Tuttavia, normalmente, non avete il diritto di annullare gli ordini per quanto riguarda merci deperibili come cibo, oppure CD privi della confezione originale, video o software per il computer.
Controllate se l'acquisto prevede una garanzia o un servizio ai clienti. Controllate in che cosa consiste e per quanto tempo sono valide. Secondo le norme comunitarie avete almeno due anni per eventualmente segnalare difetti di fabbricazione presenti al momento dell'acquisto del prodotto. Se il difetto si manifesta entro i primi sei mesi, il venditore deve provare che il prodotto era in buone condizioni al momento della vendita. Dovreste avere il diritto ad un rimborso parziale o totale se il prodotto non puo' essere rapidamente riparato o sostituito.
Conservate tutte le ricevute o qualunque altro documento che vi viene dato al momento dell'acquisto. Stampate o fate una copia dell'ordine quando comprate on-line o tramite posta. Stampate o fate una copia delle condizioni di vendita che compaiono sul sito web. Conservate il catalogo in caso di vendita per posta o per telefono. Conservate le copie di qualunque tipo di corrispondenza che ha avuto luogo tra voi e il venditore e prendete nota dei numeri di riferimento che vi vengono dati. Questi documenti possono essere utili se sorge un problema.
I vostri dati personali possono essere utilizzati normalmente solo dietro vostro consenso. Gli ordini su cui voi fornite i vostri dati personali (ad es. indirizzo, numero di telefono) dovrebbero prevedere una domanda mediante la quale voi date il consenso al venditore di utilizzare i vostri dati personali per altri scopi che non siano quelli di completare l'ordine (ad es. aggiungendo i vostri dati all'elenco dei clienti a cui inviano materiale pubblicitario). Leggete attentamente la domanda: dovete dire di sì per permettere al venditore di usare i vostri dati personali? Se la domanda non è prevista nell'ordine chiedete al venditore qual è la sua politica per quanto riguarda la protezione dei dati personali.
Prendete contatto con il venditore il più presto possibile non appena si manifesta un problema. Se non potete risolvere direttamente il problema con il venditore, informatevi e chiedete aiuto presso il Centro europeo dei consumatori. Esiste anche una nuova rete europea, la Rete europea extragiudiziale (EEJ-Net), destinata a comporre le vertenze dei consumatori per quanto riguarda merci o servizi acquisiti in un altro paese dell'UE.
Attenzione se qualcosa è troppo bello per essere vero si tratta probabilmente di una truffa!
Esistono dei diritti di base che tutti i consumatori hanno all'interno dell'UE se effettuano degli acquisti transfrontalieri. Questi diritti derivano dalle direttive dell'UE che in alcuni casi permettono agli Stati membri di introdurre norme ancora più severe per quanto riguarda i diritti dei consumatori. Ad esempio:
Un venditore deve sempre dare le sue generalità oltre che i dettagli per quanto riguarda il modo di prendere contatto (indirizzo postale, indirizzo e-mail, ecc.) e dichiarare in modo inequivocabile lo scopo commerciale dell'attività.
Il prezzo di vendita e, se necessario, il prezzo per unità, devono essere chiaramente forniti.
Il consumatore deve essere informato per iscritto o per e-mail in che modo puo' annullare l'ordine.
Il consumatore ha diritto ad un periodo di almeno sette giorni lavorativi per cambiare idea per qualunque ragione. Una volta informato il venditore per iscritto o per e-mail che l'ordine è annullato, il venditore deve rimborsare il consumatore.
Il consumatore può riferire e denunciare qualunque clausola abusiva prevista nel contratto o nella pubblicità.
I prodotti acquistati nell'UE devono essere sicuri.
Se un prodotto acquistato nell'UE si rivela difettoso e causa danni al consumatore, quest'ultimo deve poter essere risarcito.
Un consumatore ha almeno due anni dal momento in cui ha acquistato un prodotto per far rilevare un difetto. Se tale difetto si rivela nei primi sei mesi, il venditore deve provare che il prodotto era in buone condizioni al momento della vendita.
I dati personali possono essere utilizzati solo dietro consenso del consumatore.
Se un consumatore ha un problema per quanto riguarda un acquisto transfrontaliero, puo' chiedere consiglio e assistenza al Centro europeo dei consumatori.
Inoltre il consumatore puo' chiedere consiglio attraverso gli esistenti sistemi alternativi extragiudiziali (ADR) di risoluzione delle vertenze attraverso la rete europea extragiudiziale (EEJ-Net).
Sotto il profilo tributario, il commercio elettronico coinvolge in generale tutte le principali forme di prelievo: diritti e dazi doganali, IVA e imposte sul reddito.
Pertanto, l’operatore che decida di intraprendere un’attività di commercio elettronico o di affiancarla all’attività esercitata normalmente, deve pianificare le proprie scelte esaminando attentamente i vantaggi e gli svantaggi derivanti dall’applicazione
delle regole fiscali.
In quanto fenomeno economico di portata globale, la Commissione europea ha iniziato ad interessarsi delle problematiche fiscali relative al commercio elettronico non appena esso ha cominciato a svilupparsi in maniera significativa.
In un documento del 1997, intitolato “Un’iniziativa europea in materia di commercio elettronico”, l’organo europeo ha fornito un primo contributo alla soluzione dei complessi problemi legati allo sviluppo del nuovo settore, partendo dal presupposto che l’IVA e i dazi doganali sono tributi armonizzati e che l’imposta sul valore aggiunto, per le sue caratteristiche intrinseche di imposta sugli scambi e di imposta sui consumi, rappresenta il tributo di riferimento a livello comunitario.
È per questi motivi che nel predetto documento programmatico è stato deciso di favorire la crescita del settore senza però discriminare il commercio elettronico rispetto al commercio
tradizionale. In particolare la Commissione europea ha deciso:
T di non introdurre imposte nuove o supplementari ma di adattare l’IVA;
T di considerare la fornitura di un prodotto in forma digitale un servizio anche se riguarda beni virtuali;
T di garantire la neutralità dell’imposta mediante la tassazione dei servizi forniti per il consumo all’interno dell’Unione europea e la detassazione di quelli in uscita all’Unione europea ma con diritto a deduzione dell’IVA assolta sugli acquisti;
T di facilitare l’osservanza della normativa per ridurre gli oneri superflui possibilmente attraverso un consenso internazionale;
T di facilitare la gestione delle formalità fiscali anche attraverso il riconoscimento della fatturazione elettronica;
T di assicurare il controllo sull’esecuzione effettiva degli obblighi fiscali ed il versamento dell’imposta sulle forniture elettroniche ricevute nell’Unione europea.
Inoltre, l’intensificarsi della collaborazione in materia fiscale tra la Commissione europea e l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che vede raggruppati i 29 Paesi più industrializzati al mondo, compresi i quindici Stati membri dell’Unione europea), dopo un primo approccio a carattere più che altro teorico di cui sono testimonianza i documenti comuni approvati nel corso delle conferenze di Turku, di Ottawa e di Parigi, si è intensificata al punto da portare alla individuazione di alcuni principi fondamentali da far applicare ad un livello il più possibilmente allargato.
In un importante documento del 1998, il Comitato degli affari fiscali dell’OCSE si è impegnato a:
T evitare la doppia imposizione e la non tassazione delle forniture elettroniche;
T uniformare il criterio di tassazione nel luogo del consumo;
T creare sistemi appropriati per la riscossione delle imposte all’importazione senza intralciare la consegna dei beni al consumatore;
T prevedere adeguate misure per il controllo e la riscossione delle imposte, incluse le procedure di registrazione;
T prevedere il ricorso al meccanismo del “reverse charge” (inversione del debitore d’imposta) nei casi in cui la fornitura di servizi o di beni intangibili sia esentata dall’IVA;
Anche l’OCSE intende pervenire ad un sistema fiscale neutrale, in modo da non influenzare, ostacolare od avvantaggiare oltremodo lo sviluppo del commercio elettronico. Tuttavia, la strada verso una soddisfacente regolamentazione del settore si presenta ancora lunga e difficile, soprattutto per quanto riguarda l’applicazione dell’IVA sulle forniture on-line, i rapporti con i vari intermediari che si inseriscono nella compravendita,
la determinazione del luogo di produzione del reddito, la ripartizione delle entrate fra i vari Paesi interessati ed infine i controlli sul corretto adempimento dell’obbligazione tributaria
da parte delle amministrazioni fiscali. Ciò premesso, per quanto concerne le fattispecie in qualche misura già coperte dalla vigente normativa, occorre individuare le relative norme applicabili; riguardo invece a quelle ancora non disciplinate, bisogna rifarsi ai principi elaborati in sede internazionale.
La definizione del commercio elettronico agli effetti tributari
Agli effetti tributari gli organismi internazionali non sembrano essere particolarmente interessati alle finalità del commercio elettronico: vendita all’ingrosso (business to business) oppure al dettaglio (business to consumer)
Grande importanza è stata invece attribuita al modo in cui, tecnicamente, l’attività viene espletata: fuori rete, con consegna materiale del bene oggetto dell’acquisto (commercio elettronico indiretto) ovvero in rete, con fornitura diretta del servizio o del bene virtuale direttamente alla postazione dell’acquirente.
Ciò in quanto, se sotto il primo aspetto il commercio elettronico è stato inteso come una forma tecnologica di vendita tradizionale (in pratica una forma innovativa di vendita a distanza), dal punto di vista delle modalità di attuazione l’invio di “beni” in rete è stato assimilato ad un servizio. Questa distinzione è estremamente importante perchè influente
sia sulla qualificazione dell’attività agli effetti fiscali, sia sui criteri di individuazione della territorialità in fatto di IVA.
In verità la proposta di direttiva n. 376 def. del 7 giugno 2000 del Consiglio sul trattamento IVA dei “servizi forniti per via elettronica” non dice nulla in merito alla eventuale autonoma
natura delle operazioni in rete rispetto a quelle tradizionali, limitandosi a prevedere un diverso criterio di territorialità ai fini dell’IVA delle forniture on-line (considerate servizi fiscalmente rilevanti nel luogo in cui vengono “utilizzate”).
Peraltro, la proposta comunitaria, che conferma l’applicazione alle vendite a distanza in ambito comunitario del particolare regime IVA previsto per le vendite per catalogo o per corrispondenza relativamente a quelle effettuate via Internet usa l’espressione di servizi resi “tramite mezzi elettronici”, con ciò indicando una trasmissione inviata inizialmente
e ricevuta a destinazione per mezzo di attrezzature per l’elaborazione.
Momento di effettuazione delle operazioni ai fini IVA e pagamenti elettronici
La priorità data alla regolamentazione del commercio elettronico agli effetti dell’IVA trova la sua giustificazione nel fatto che tale imposta è applicabile in via armonizzata nei confronti di tutti gli operatori economici residenti nell’Unione europea, contraddistinti dal possesso di un codice identificativo IVA.
Contabilizzare correttamente un’operazione ai fini IVA è molto importante perché, tranne poche eccezioni, è solo con la registrazione delle fatture attive o passive e delle autofatture che si verificano conseguenze di ordine sostanziale. Inoltre, la contabilizzazione ai fini IVA consente di registrare correttamente in contabilità generale
le poste attive e passive rilevanti ai fini del reddito, soprattutto per le imprese che adottano la contabilità semplificata.
Quindi, per chi svolge un’attività di commercio elettronico, assume particolare rilevanza
l’emissione della fattura.
Particolarmente delicata appare infine, con riferimento ai servizi forniti col commercio elettronico on-line in cui non c’è la possibilità di controllare le operazioni “seguendo” il bene, la questione del collegamento tra fatturazione elettronica e pagamento elettronico, non solo per la presenza di modalità di pagamento diverse dalla “moneta elettronica”, ma anche per la difficoltà degli intermediari (banche, imprese del circuito interbancario, enti di certificazione, ecc.) a svolgere un ruolo di controllo della correttezza della transazione anche sotto l’aspetto tributario.
L’obiettivo rimane quello di restringere al massimo le aree di elusione degli obblighi di fatturazione e registrazione su libri e scritture contabili, verosimilmente frequenti visto che tutte le transazioni avvengono elettronicamente, facendo affidamento anche sullo spirito di collaborazione dei rappresentanti delle imprese e degli intermediari a livello europeo.
L’individuazione del luogo di produzione del reddito.
Analogamente a quanto avviene per le attività industriali, commerciali, artistiche e professionali condotte nei modi convenzionali, l’attività derivante dal commercio elettronico in tutte le sue forme, inizialmente attratta dall’IVA (che comunque rimane un’imposta neutra fino al momento del consumo), produce costi, più o meno deducibili, e ricavi, più o meno tassabili. In particolare, i proventi conseguiti, rispettivamente, dalle persone giuridiche e fisiche residenti in Italia o dalle stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate via Internet, in quanto ricavi
tassabili nell’ambito del reddito d’impresa costituiscono reddito imponibile ai fini dell’Irpef e dell’Irpeg.
Dato però che Internet offre la straordinaria possibilità di effettuare vendite superando ogni limite spaziale e temporale e che, pertanto, soprattutto nel caso della vendita di “beni virtuali”, un’impresa italiana può vendere a chiunque nel mondo senza doversi allocare fisicamente in altri Paesi e spesso senza neppure bisogno di intermediari, sorge il problema di individuare dove il reddito prende forma.
Ragionando semplicisticamente, si sarebbe portati a ritenere che tutto ciò che è venduto da un’impresa nazionale sia reddito prodotto in Italia. Ed invece non è così, sia per la presenza di soggetti d’appoggio del venditore in altri territori e sia perché il Paese del compratore vuole la sua parte di “guadagno” in termini di introito fiscale.
Il primo problema sembra superato dal fatto che la direttiva sugli aspetti giuridici del commercio elettronico non considera stabile organizzazione all’estero il server su cui è allocato un sito web operativo. Quindi, un fornitore italiano che ad esempio si appoggia in tutto o in parte ad un provider tedesco, senza una propria significativa presenza umana e tecnologica in Germania, rimane un soggetto italiano a tutti gli effetti e l’attività continuerà ad essere tassata in Italia.
Trattasi di un principio la cui importanza potrebbe travalicare i confini europei potendo anche fungere da punto di riferimento per le presunzioni che le autorità fiscali decideranno di attuare nei confronti delle imprese europee allocate su siti di comodo in uno dei cosiddetti “paradisi fiscali”.
L’acquisto di prodotti sul mercato globale di Internet può fondamentalmente dividersi in due grossi gruppi:
acquisto indiretto (off-line), quando il bene visionato sul sito viene acquistato attraverso il canale telematico e successivamente spedito per corrispondenza, attraverso i canali tradizionali, al domicilio del cliente;
acquisto diretto (on-line), quando l’oggetto della compravendita è un bene immateriale che viene acquistato e consegnato direttamente attraverso il canale telematico (es. acquisto di software, brani musicali, video musicali, film, ecc.) con le procedure, ad esempio, di downloading.
La differenza tra i due sistemi, ovvero consegna tramite corriere da un
lato e consegna telematica diretta dall’altro, fa sorgere delle diversità di
trattamento ai fini della tassazione Iva.
Per quanto riguarda le vendite indirette (off-line), esse
vengono di fatto assimilate alle vendite per posta o per corriere e per tanto
trovano applicazione le norme interne vigenti in materia di transiti doganali e
vendite a distanza.
Per quanto riguarda invece le vendite dirette (on-line), le
operazioni vengono considerate come prestazioni di servizi sia che si tratti di
beni virtuali (es.: software, brani musicali, ecc.), sia che si tratti di
servizi in senso stretto (es.: la realizzazione di un sito internet, una
consulenza informatica, ecc.); in questo particolare caso il servizio viene
sempre considerato reso nel luogo di residenza del committente.
Con questo cavillo, si è voluto evitare la possibilità per gli operatori
extracomunitari di immettere nel territorio U.E. servizi detassati più
attraenti dal punto di vista economico mentre dall’altro lato si è permesso
agli operatori europei di poter effettuare prestazioni di servizi nei confronti
di clienti extracomunitari in esenzione d’imposta.
Ricordiamo che il D.Lgs. n. 273/2003 (che ha attuato la direttiva 2002/38/CE)
ha previsto che su questo tipo di transazioni venga sempre applicata l’aliquota
Iva ordinaria che in Italia è del 20%; restano quindi inapplicabili nello
scambio di servizi le aliquote Iva ridotta e minima (è il caso ad esempio in
cui un consumatore acquisti un libro on-line mediante downloading con Internet;
in questo caso si applicherà l'Iva al 20% mentre l'acquisto in libreria sconta
l'Iva al 4%).
Tutte le prestazioni di servizi rese attraverso sistemi
elettronici, hanno rilevanza territoriale in Italia se il committente è ivi
domiciliato o residente, ovvero sia una stabile organizzazione nel nostro Paese
di un soggetto domiciliato o residente all’estero, salvo il caso in cui le
prestazioni vengano utilizzate fuori dall’U.E.
Le prestazioni di servizi, si considerano territorialmente rilevanti in Italia
se rese da un operatore economico ivi residente nei confronti di un committente
privato domiciliato o residente in altro Stato membro U.E.
Se il prestatore è domiciliato o residente fuori dall’U.E., le operazioni sono
comunque sempre assoggettate ad imposta nel nostro Paese.
Non si considerano compiute in Italia invece le operazioni rese nei confronti di privati consumatori extracomunitari.
Operatore comunitario vende beni a soggetto privato (B2C - business to consumer) |
Operatore comunitario vende beni a soggetto passivo Iva (B2B - business to business) |
Quando il cedente è un operatore comunitario e le cessioni di beni vengono effettuate nei confronti di soggetti privati (cosiddetto business to consumer), è necessario distinguere: se il volume annuo delle vendite dell’operatore in altro Stato membro supera il tetto di 27.888,67 euro egli sarà obbligato a nominare un rappresentante fiscale nel paese del cliente U.E. che gli permetta di scontare l’Iva di quel paese; se il volume annuo delle vendite è al di sotto della soglia di cui al punto sopra, il cedente applicherà l’Iva all’origine assoggettando l’operazione all’Iva del suo paese. |
Quando si verifica il caso che entrambi cedente e cessionario, sono soggetti passivi Iva (cosiddetto business to business), la cessione comporta per il cedente l’obbligo di emissione di una fattura non imponibile ai fini Iva (art. 41, c. 1 lett. b) del D.L. n. 331/1993), mentre per il cessionario sussisterà l’obbligo di emettere un’autofattura (meccanismo del reverse charge - art. 21, par. 1, lett. b) della VI direttiva CEE), da registrare sia nel registro vendite che in quello degli acquisti, con l’aliquota Iva del suo paese (N.B.: L’imponibile di queste operazioni non concorre mai alla formazione del volume d’affari). |
Operatore comunitario vende servizi (commercio on-line) |
Qualora la fornitura del contratto di compravendita abbia per oggetto dei servizi (si entra quindi nel campo della vendita diretta on-line), la Direttiva 2002/38/CE ha previsto che in ambito comunitario la tassazione debba avvenire nei seguenti modi: quando si tratta di un soggetto passivo Iva (cosiddetto business to business), si segue il regime di tassazione dello Stato del committente (colui che acquista il servizio) e l’applicazione dell’Iva avviene mediante autofattura (art. 17, c. 3, Dpr. 633/1972 - reverse charge); quando si tratta di un soggetto privato (cosiddetto business to consumer), la tassazione avviene seguendo l’Iva dello Stato del prestatore del servizio. |
Quando il cedente è un operatore extracomunitario, vengono seguite strade diverse per il commercio indiretto (off-line) ovvero per quello diretto (on-line) che possiamo così sintetizzare:
Commercio indiretto di beni (off-line) |
Commercio diretto di servizi (on-line) |
se il bene è acquistato da un soggetto italiano e proveniente da un paese Extra U.E. viene applicata l’Iva ed i dazi in dogana solamente se il valore del bene eccede €. 22 (D.M. n. 489 artt. 5/6 del 5.12.1997) ed indipendentemente dallo status dell’acquirente (può essere sia un consumatore finale che un soggetto passivo Iva). Ricordiamo che la franchigia in oggetto non compete per la spedizione di prodotti alcolici, profumi e acqua di toletta, tabacchi e prodotti del tabacco e per l’autorizzazione alla franchigia, su richiesta dell’interessato, è competente l’Ufficio Doganale periferico competente sul luogo di arrivo delle merci; se il bene viene ceduto da un’impresa italiana verso un acquirente extracomunitario ed a questi consegnato attraverso i canali tradizionali si pone in essere una vera e propria esportazione regolamentata dall’art. 8 del Dpr. 633/1972, per cui si dovrà emettere una bolletta doganale intestata al fornitore nazionale ed il trasporto, qualora venga reso da servizi terzi, sarà subordinato all’emissione di una fattura resa nei confronti del committente estero, non imponibile Iva art. 9 Dpr. 633/1972. Le esportazioni così realizzate permettono all’azienda cedente di conseguire un plafond Iva. |
se il servizio (si parla in questo caso di software, musica, ecc.) viene venduto da un operatore extracomunitario ad un soggetto privato U.E. (cosiddetto business to consumer), la fornitura va assoggettata all’Iva del Paese dove l’operatore extracomunitario ha deciso di identificarsi nominando un rappresentante fiscale. Il prestatore extracomunitario è quindi obbligato a provvedere alla sua identificazione diretta in uno Stato U.E., potendo poi effettuare transazioni elettroniche in tutto il territorio comunitario al pari degli altri operatori U.E. Tale identificazione si rende obbligatoria quando il volume d’affari annuale supera i 100.000 euro; se le transazioni avvengono con soggetti passivi U.E. (cosiddetto business to business), le operazioni saranno tassabili secondo le regole del paese comunitario e il committente dovrà procedere all’autofatturazione (a tale proposito già il Ministero delle Finanze con una nota del 20.08.1998, n. 1977/V/SD asseriva che le forniture di prodotti virtuali via internet non vanno assoggettate a nessuna formalità doganale ne al pagamento di dazi fermo restando però l’obbligo per il soggetto passivo di emettere un’autofattura ai sensi dell’art. 17 del Dpr. 633/72 per l’assolvimento degli obblighi Iva). |
Cedente |
Cessionario |
Imponibilità ai fini imposte indirette (Iva) |
Documentazione da emettere |
Luogo di tassazione |
|
U.E. |
Soggetto privato |
Si |
Se le vendite annue in Italia
superano |
Emissione della fattura da parte del rappresentante fiscale in Italia (nominato dal cedente U.E.) |
ITA |
No |
Se le vendite annue in Italia non
superano |
Emissione della fattura con Iva da parte del cedente U.E. |
U.E. |
||
U.E. |
Soggetto Iva ITA |
Si |
Emissione di un’autofattura da parte del cessionario italiano |
ITA |
|
ITA |
Soggetto privato U.E. |
Si |
Se le vendite annue nello Stato
membro di destinazione non superano |
Emissione della fattura da parte del cedente italiano con relativa applicazione delle aliquote vigenti nel territorio italiano |
ITA |
No |
Se le vendite annue nello Stato
membro di destinazione superano |
Emissione della fattura con Iva dello Stato membro di destinazione tramite nomina di un rappresentante fiscale ovvero identificazione diretta dei beni da parte del cedente italiano |
U.E. |
||
ITA |
Soggetto Iva U.E. |
No |
Emissione dell’autofattura da parte del cessionario U.E. |
U.E. |
|
Extra U.E. |
Soggetto privato o Iva ITA |
No |
Se il bene proveniente dallo Stato estero non supera il valore complessivo di 22 euro |
Emissione della fattura da parte del cessionario Extra U.E. con l’obbligo di identificarsi |
ITA |
Si |
|||||
ITA |
Soggetto Extra U.E. |
No |
Emissione della fattura non imponibile Iva, unitamente alla bolletta di esportazione da parte del cedente italiano |
Extra U.E. |
Prestatore |
Committente |
Imponibilità ai fini imposte indirette (Iva) |
Documentazione da emettere |
Luogo di tassazione |
|
U.E. |
Soggetto privato |
No |
Emissione della fattura con Iva da parte del cedente U.E. |
U.E. |
|
U.E. |
Soggetto Iva ITA |
Si |
Emissione di un’autofattura da parte del cessionario italiano |
ITA |
|
ITA |
Soggetto privato U.E. |
Si |
Emissione della fattura con Iva da parte del cedente ITA |
ITA |
|
ITA |
Soggetto Iva U.E. |
No |
Emissione dell’autofattura da parte del cessionario U.E. |
U.E. |
|
Extra U.E. |
Soggetto privato |
Si |
L’aliquota Iva da applicare in fattura sarà quella dello Stato dove risiede il committente |
Emissione della fattura da parte del cessionario Extra U.E. con l’obbligo di identificarsi |
U.E. |
Extra U.E. |
Soggetto Iva |
Si |
Emissione di un’autofattura da parte del cessionario italiano |
ITA |
|
ITA |
Soggetto Extra U.E. |
No |
Emissione della fattura non imponibile Iva, unitamente alla bolletta di esportazione da parte del cedente italiano |
Extra U.E. |
|
eBay è stato fondato nel 1995 da Pierre Omidyar. Ed è stato proprio Mr ebay, nientemeno che Pierre il primo venditore sul sito, come era anche logico pensare visto che in qualche modo avrebbe dovuto testare la sua creatura! Ad ogni modo la prima cosa venduta fu un puntatore laser per di più rotto! Originariamente era stato comprato da Pierre come gioco per gatti (voleva fondere le retine al povero felino?!). Al termine dell’asta il laser rotto è stato venduto per 14 dollari, pazzesco… 14 dollari che in dieci anni sono diventati miliardi di dollari!
Su eBay abbiamo recentemente visto vendere un caccia demilitarizzato
russo. Ora le cronache riportano la vendita di uno strano mezzo lunare…
E’ interessante sapere la storia che c’è dietro quest’asta, sentite un po’:
questo veicolo chiamato “Lauryad I” è in competizione con altri simili per
aggiudicarsi il premio Ansari X-Prize che richiede di realizzare un mezzo
lunare in grado di trasportare 55 libbre di materiale compiere un percorso non
lunghissimo ma comunque impegnativo e ritornare da dove era stato spedito senza
perdere contenuto o risultare danneggiato. Il vincitore dell’asta riceverà il
50% del premio totale e l’opportunità di mettere il proprio nome/logo sulla
fiancata! Al momento Lunar Lander è intorno ai 20.000$ ma può essere comprato
subito a $199,000, evvai!
Ricapitolando si compra il veicolo che se vince (ci sono due competizioni) che
porterà al vincitore dell’asta anche metà dei premi, quindi potenzialmente
500mila più 175mila dollari. Una scommessa un po’ dispendiosa però…
“Vendesi portiere Dida, lo vendo perché dopo Manchester-Milan non mi occorre più. E’ in condizioni psico-fisiche abbastanza buone, unici problemi: a) uscite alte; b)uscite basse; c) rinvii; d) calci piazzati; e) presa sicura; f) copertura primo palo. Accetto offerte anche di club stranieri. Attenzione!!!! Colui il quale si aggiudicherà questa mia asta riceverà totalmente gratis un simpatico omaggio:super lotto composto da ben 5 grandi portieri: Kalac, Fiori, Coppola, Abbiati, Storari…. Che dirvi? Resto a disposizione per qualsiasi info!!
L’utente eBay che aveva messo in vendita il buon Nelson era un certo Maverickswat e ha decisamente fatto parlare di sè dopo questa idea davvero originale! Povero Dida però è proprio come sparare sulla Croce Rossa!
New York (USA) – eBay potrebbe cambiare la sua policy commerciale se dovesse perdere la causa intentata ai suoi danni da : il noto marchio statunitense nel 2004 aveva denunciato, presso la Corte Distrettuale di New York, il più famoso 'mercatino' on-line del mondo per non aver rimosso le aste di prodotti contraffatti. Il confronto in tribunale dovrebbe iniziare entro la fine dell'anno; al momento, le parti sono impegnate nella raccolta di prove e documentazioni al riguardo.
Secondo per lasciare che i suoi prodotti vengano commercializzati sul sito, eBay dovrebbe dimostrare maggiore responsabilità nel controllo e all'autenticazione offerta dai venditori. L'accusa ha confermato che fra il 2003 e il 2004 a eBay è stato richiesto di rimuovere più di 19 mila aste con prodotti di imitazione. Il sito ha sempre sostenuto che il suo è un semplice mercatino che mette in contatto venditori e compratori, e quindi non può essere ritenuto responsabile dei 78 milioni di oggetti in vendita.
'Siamo delusi del fatto che si sia rivolta al tribunale per risolvere
la questione, ancor di più se teniamo conto del fatto che nel tempo abbiamo
sempre collaborato per rimuovere le aste di prodotti fasulli', ha
dichiarato Hani Durzy, portavoce di eBay. 'Anche se siamo intenzionati a
continuare a cooperare con loro in questo senso, ci batteremo in tribunale per
dimostrare che la denuncia non ha senso. In qualità di mercato on-line
forniamo solo uno spazio per le vendite e non vediamo o tocchiamo alcun
prodotto'.
Durzy sostiene che i proprietari di un marchio sono gli unici ad essere
veramente in grado di decidere quale sia un prodotto contraffatto e quale no.
La responsabilità, per eBay, è delle aziende: se riescono a dimostrare
che vi sono prodotti contraffatti, la collaborazione è massima per
l'annullamento delle vendite.
è certamente di un altro avviso e ha
lasciato intendere che eBay nel tempo si sia dimostrata se non connivente,
certamente non neutrale nei confronti di alcune aste. Durante l'ultima
'Festa della mamma', e non solo, avrebbe pubblicizzato, sulla sua
homepage, su Google e Yahoo, prodotti di argento marchiati commercializzati dai
suoi utenti. Peccato che, secondo James Swire, avvocato della parte lesa, tutti
i monili erano dei falsi. 'Questo dimostra che cosa facciano
realmente, e dimostra che non sono solo dei gestori di spazi', ha
dichiarato Swire. 'eBay ha la responsabilità della autenticità dei
prodotti. Ancor di più se guadagna milioni di dollari su questi'. Le stime
di sul mercato contraffatto sono
piuttosto impressionanti: almeno tre prodotti su quattro, presenti sul sito,
sarebbero falsi.
NEW YORK. Faust a Chicago: uno studente ateo ha messo l'anima in vendita su eBay. Nella parte di Mefistofele è apparso sul sito della casa d'aste on-line un ex predicatore evangelico che se l'è aggiudicata per 504 dollari. L'offerta di Hemant Mehta, dottorando alla DePaul University -una delle più grandi università cattoliche negli Stati Uniti, fondata dall'Ordine dei Vincenziani-, includeva una clausola: per ogni dieci dollari del prezzo finale si sarebbe assoggettato a un'ora di servizio religioso in chiesa. Metha, che ha 23 anni, è un miscredente e un matematico come il mitico Faust che ha appassionato Christopher Marlowe e Wolfgang Goethe, Thomas Mann e Mikhail Bulgakov. Nella sua offerta sul sito delle aste on-line ha rivelato di sentire che qualcosa gli mancava nella vita: «Forse essere assieme a persone che mi indichino la Via. È la migliore opportunità, forse, di cambiare me stesso».
L'asta si è conclusa
dopo qualche giorno, dopo 41 puntate: si sono contesi l'anima di Metha a colpi
di dollari sonanti un gruppo di evangelici, ma anche atei, determinati a tenere
il giovane Faust di Chicago nella loro squadra. Quando il martello elettronico
del battitore ha chiuso qualche giorno fa la vendita on-line, è risultato
vincitore Jim Henderson, un ex predicatore di Seattle, nello stato di
Washington, che oggi fa l'imbianchino e che ha scritto un libro, 'Lost', sulla
crescente distanza tra cristiani e non-credenti pubblicato dalla casa editrice
Random House.
A differenza di molti colleghi predicatori, Henderson non era alla
ricerca di un'anima da salvare. Qualche giorno dopo l'asta il Mefistofele di
Seattle ha incontrato il suo Faust in un bar di Chicago e lì è stato consumato
l'accordo. Anzichè imporre a Metha le 50 ore di messe che gli sarebbero
spettate nel prezzo pattuito, ha chiesto allo studente di partecipare a una
decina di servizi religiosi di sua scelta e poi di contribuire con la sua
esperienza, anche critica, al suo sito web. Off-the-map.org, questo l'indirizzo
della pagina on-line, si prefigge di «aiutare i cristiani a essere normali».
Henderson è infatti parte di un piccolo ma agguerrito nucleo dell'universo
evangelico che dissente con la maggioranza conservatrice del movimento e che vuole
che la religione abbracci la società, non la metta alle porte.
Metha ha accettato di raccontare per filo e per segno le sue esperienze nelle varie chiese in un blog affisso sul suo sito web e di rispondere a domande del pubblico. «Non sto cercando di convertirti. Devi andare in chiesa con occhio critico e dire quel che non và. Se poi lungo la strada trovi la fede, tanto meglio», ha detto il predicatore all'anima acquistata di fresco. Il Wall Street Journal fa la cronaca dell'inizio del viaggio: finora Metha ha visitato una mezza dozzina di chiese tra cui la parrocchia cattolica di St. Patrick vicino al suo appartamento di Chicago. Sul sito web ha poi bocciato il parroco John Kusick per l'omelia: «Più storie e meno liturgia nel sermone». Il reverendo Cusick ha alzato le spalle alle critiche: «Quello che scrive l'avrò sentito almeno un centinaio di volte»
Che cos’e eBay |
www.wikipedia.it |
Come è nato? |
www.rai.it |
Cosa s’intende per commercio elettronico |
www.wikipedia.it |
I fattori chiavi per avere successo nell’ e-commerce |
www.wikipedia.it |
Tipologia di prodotti |
www.wikipedia.it |
Guida ai pagamenti |
www.ebay.it |
10 consigli per gli acquisti |
www.i-done.com |
Diritti del consumatore nell’UE |
www.i-done.com |
Aspetti fiscali del commercio elettronico agli effetti tributari |
Camera di commercio |
L’IVA nell’e-commerce |
Camera di commercio |
Tabelle riassuntive |
Camera di commercio |
Curiosità |
www.ticino.it |
|
www.punto-informatico.it |
Immagini |
www.google.it |
Appunti su: commercio elettronico tesina maturitC3A0, |
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